Regia di David Livermore. Traduzione del prof. Walter Lapini
Le classi terze e quarte dell’ indirizzo classico venerdì sera hanno preso parte alla rappresentazione delle due tragedie conclusive della trilogia eschilea “Orestea”.
La reggia di Agamennone vive da dieci anni in un clima di angoscia e lutto: il re, tornato vittorioso da Troia, è stato ucciso dalla moglie Clitennestra e dal suo amante, l’usurpatore Egisto. Oreste, figlio di Agamennone, allontanato dalla madre, torna ad Argo dopo tanti anni e, con il sostegno della sorella Elettra, compie la sua vendetta su Egisto e Clitennestra. Le Erinni, antiche divinità vendicatrici, scatenate dal fantasma di sua madre lo perseguitano da Argo fino alla sacra Delfi. Lì Oreste trova rifugio e protezione nel dio Apollo. Il caso deve essere sottoposto ad un’istituzione in grado di fare giustizia: il tribunale di Atene. La dea Atena lo presiede e vota per ultima. I giurati si dividono in due schieramenti uguali tra chi accusa e chi assolve il matricida. Atena è decisiva: Oreste viene assolto. Inizia un nuovo corso, una nuova giustizia cittadina e le Erinni diventano benevole, Eumenidi.
Le scelte registiche di Livermore sono state incisive: nell’intento di “dare vita alle parole della tragedia” ha ambientato Orestea negli anni ’40 del Novecento quando, di uscita dalla Grande Guerra, sembrava stesse finendo il mondo. Ifigenia viene paragonata a Mafalda di Savoia (forse nell’Agamennone), Oreste non risparmia i colpi di pistola, le Erinni brillano in vestiti di paillettes, tragedie moderne senza giustizia scorrono sullo sfondo al suono di “Heroes” di Bowie al termine della rappresentazione… Forse troppo? Ecco il parere dei ragazzi:
Lo spettacolo ci ha colpite. L’ambientazione moderna ha contribuito a mantenere viva l’attenzione ed era certamente di impatto. Se però le morti in scena e le azioni aggiunte sono affini all’occhio di uno spettatore moderno, sappiamo che non rispettano le regole aristoteliche. È stato significativo ed interessante aver visto l’Orestea messa in scena dopo averla studiata attentamente in classe. Abbiamo apprezzato molto anche gli attori, soprattutto il coro delle Coefore e delle Erinni/Eumenidi.
Sveva-Vittoria-Margherita-Francesca-Carlotta IV AC


